LA VERITà SUI DIGIUNI INTERMITTENTI: «QUALI SONO E QUALI FANNO BENE (E INFLUISCONO SU SALUTE E LONGEVITà)»

Recentemente, un famoso comico della TV americana che era stato invitato per i commenti di chiusura di un'evento internazionale, ha detto riferendosi alla mia presentazione sul digiuno: «Ma cosa significa digiuno intermittente? Non ha senso! Una volta lo chiamavamo mangiare normalmente». Hanno riso tutti, da un lato mi sono sentito un po' offeso, ma dall'altro ho pensato che per certi aspetti ero d'accordo con lui.

Infatti, alcuni metodi di digiuno erano in passato parte di una abituale alimentazione. Però sapevo anche che specifici tipi di digiuno studiati recentemente possono avere effetti potentissimi contro l'invecchiamento e le malattie, ma quali? 

Chiariamo prima cosa si intende per «digiuno intermittente» o «intermittent fasting»? 

Uno dei metodi più difficili e poco praticati di digiuno intermittente è quello a giorni alterni, che come dice il nome, permette di mangiare solo un giorno sì e uno no.

Altrettanto difficile è il digiuno 5:2 che detta di non mangiare per 2 giorni a settimana. Anche se questi 2 tipi di digiuno possono avere degli effetti benefici su metabolismo e obesità, penso che debbano essere praticati solo sotto controllo medico e per brevi periodi per poi passare ad una alimentazione a lungo termine più sostenibile e meno pericolosa. Non si conoscono infatti gli effetti a lungo termine di 2-3 giorni di digiuno a settimana su longevità e salute. Questi potrebbero includere non solo malnutrizione e perdita di massa muscolare ma anche altri problemi difficili da predire come lo sono gli effetti collaterali dei farmaci che vengono scoperti soltanto dopo anni di somministrazione.

Mentre la dieta mima digiuno di cinque giorni rientra meglio nella categoria del digiuno periodico qui non trattato, il metodo di intermittent fasting che ha il più alto potenziale di migliorare la salute è quello di 12 ore giornaliere. Questo potrebbe sembrare ovvio, dando così ragione al comico americano, se non fosse che negli USA e probabilmente in Italia e in molti altri Paesi, la durata media del consumo di cibo giornaliero è di quasi 15 ore, con un periodo di digiuno di sole 9 ore a notte.

Infatti, in diversi studi clinici recenti, è bastato diminuire l'intervallo entro cui si consumava il cibo passando da oltre 14 ore (es. dalle 7 alle 21-22) a circa 11 ore al giorno (es. dalle 9 alle 20) senza limitare le calorie o alterare il tipo di dieta per diminuire il peso corporeo, migliorare la qualità del sonno e ridurre i fattori di rischio per malattie cardiovascolari nei partecipanti.

Cosa sappiamo invece del famoso 16:8 e cioe' del digiuno per 16 ore al giorno? Sono molti gli studi che indicano che digiunare per 16 ore saltando la colazione aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità. Infatti, recenti studi hanno dimostrato che chi consuma la stessa quantità e tipologia di cibo, ma inizia a mangiare alle 12 invece che alle 8 del mattino, ha più fame e brucia meno calorie. Questo potrebbe in parte spiegare perchè i digiunatori di 16 ore che saltano la colazione muoiono prima con più malattie.

Quindi, che lo si chiami «digiuno intermittente» o «normale alimentazione», fare colazione e mangiare per sole 11-12 ore al giorno, potrebbe avere effetti importanti su salute e longevità anche in assenza di ulteriori modifiche dello stile di vita.

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